Reading Recital

Voce di donna, voce che consola

Reading Recital

storia di Ilse Weber a Theresienstadt

Recital di e con Marina Coli

A Theresienstadt, c’era una tomba che custodiva poesie; forse altri versi giacciono sepolti in altri campi, versi che nessuno può leggere, perché sono morti coloro che li hanno scritti.

In questo caso però sono stati ritrovati, non da Ilse Weber (autrice di quei versi), eliminata assieme a tutti i suoi piccoli malati nei gas di Auschwitz, ma da suo marito, scampato all’Olocausto. Voglio immaginare che Willi si sia salvato perché la sorte lo aveva destinato a tornare a Theresienstadt per scavare tra le macerie del capanno e riportare alla luce e a noi le parole, i versi e gli spartiti musicali che la moglie aveva composto durante i due anni di internamento.

Con la parola e il canto in Yiddish, si dipana la storia di questa donna, che come tante altre, ha tentato di portare speranza nell’inferno della Shoha, una presenza che portava conforto con la sua musica e le sue poesia, come luce nel buio profondo di quel Lager che la storia ricorderà come il Lager dei bambini. Sono ninne nanne, filastrocche, versi nati nelle notti insonni che Ilse passava in infermeria accanto ai piccoli malati, dopo le lunghe giornate trascorse ad accudirli con lo stesso amore che avrebbero avuto le loro madri se fossero state con loro.

Condividi